Come diventare interprete

Come diventare interprete: l’iter formativo e le competenze

RedazioneIn Evidenza, News

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Scopriamo come diventare interprete, le possibilità d’impiego legate a questa professione e le capacità che qualunque buon interprete dovrebbe avere

Se la conoscenza delle lingue straniere costituisce al giorno d’oggi un requisito fondamentale in qualsiasi ambito lavorativo, sarà ancor più importante se su traduzione e interpretariato si desidera costruire una carriera. Le statistiche parlano chiaro: traduttori e interpreti sono di fatto tra le figure più richieste sul mercato del lavoro! Professionisti il cui operato risulta fondamentale in moltissimi ambiti, da quello economico a quello medico, passando attraverso l’area giuridica, turistica, dello spettacolo e istituzionale.

Ma come diventare interprete? Quali sono le competenze che dovrà acquisire chiunque voglia entrare a far parte del mondo dell’interpretariato? E soprattutto, quale percorso di studi dovrà scegliere?

Come diventare interprete: compiti e requisiti

Come diventare interprete infografica

Quella dell’interprete è una professione molto complessa che richiede – oltre alla conoscenza di una o più lingue straniere – anche spiccate doti comunicative, prontezza, grande concentrazione, spirito d’iniziativa, velocità e una buona dose di empatia.

Chiunque voglia avvicinarsi al mestiere dell’interprete, infatti, non dovrà limitarsi allo studio approfondito delle lingue, ma avrà il delicato compito di approfondire l’aspetto della mediazione tra oratore e ascoltatori, riuscendo sapientemente gestire comunicazioni verbali di ogni tipo, da quelle colloquiali alle più formali. Il compito principale dell’interprete infatti consiste nel tradurre la lingua orale, in modo rapido e fluido, cosicché il messaggio giunga a chi ascolta in modo completo e fruibile.

Sarà pertanto fondamentale che il professionista conosca alla perfezione la lingua italiana, ma anche le espressioni idiomatiche, la cultura e le tradizioni della lingua da tradurre, in modo da poterne comprendere ogni sfumatura di significato, tono o intenzione e riportarla efficacemente al pubblico, sia esso composto da poche persone, da un’intera platea o addirittura da migliaia di individui sintonizzati in mondovisione.

Come vedremo, gli interpreti sono figure altamente specializzate e potranno trovare impiego in diversi ambiti come ad esempio quello tecnologico, amministrativo, legale o aziendale: sarà quindi loro compito aggiornarsi costantemente e studiare lessico, argomenti, tecnicismi ed espressioni dello specifico settore di riferimento.

Sono solo questi, quindi, i requisiti per diventare interprete? Assolutamente no. Se almeno una volta nella vita, spaventato dalla mole di studio e dagli esami, ti sei domandato come diventare interprete senza laurea, sappi che è impossibile! L’aspirante interprete dovrà infatti conseguire una laurea triennale in Lingue e Letterature Straniere per poi iscriversi a un corso di specializzazione in Traduzione e Interpretazione oppure, in alternativa, optare direttamente per una laurea triennale in Mediazione Linguistica (L12) seguita da una magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretariato (LM94).

Interprete e traduttore: quali le differenze?

Prima di entrare nel vivo della questione e scoprire come diventare interprete, è bene fare una distinzione tra il ruolo del traduttore e la figura dell’interprete: queste due figure professionali infatti, benché in parte sovrapponibili e troppo spesso confuse, si occupano di ricoprire mansioni differenti. Mentre il traduttore ha il compito di tradurre testi scritti, l’interprete si occupa di tradurre la lingua orale, assicurandosi che il messaggio giunga chiaro e completo al pubblico. Il lavoro di traduzione portato a termine da un interprete richiede pertanto una preparazione ad hoc che consentirà al professionista – senza l’ausilio di testi, revisioni e appunti – di parlare dopo pochissimo tempo rispetto all’oratore o, in alcuni casi, addirittura simultaneamente.

Punto di forza dell’interprete professionista sarà, senza dubbio, il tempismo: mentre infatti il traduttore avrà il tempo di rivedere e correggere con calma i propri testi, l’interprete dovrà agire in modo tempestivo, mostrare di possedere un’ottima dialettica e destreggiarsi tra vocaboli tecnici e nozioni che richiederanno necessariamente una preparazione preliminare e competenze specifiche.

Il percorso formativo dell’interprete

Come abbiamo preannunciato nel paragrafo dedicato ai requisiti chiave dell’interprete, per intraprendere questo tipo di carriera è necessario – una volta conseguito il diploma di maturità – optare per un corso di laurea. Oltre alla triennale in Mediazione Linguistica e alla magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretariato – entrambi percorsi caratterizzati dalla presenza di un test ostativo d’ingresso – è possibile “giungere a meta” anche attraverso l’iscrizione a un corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere.

Questa facoltà consentirà infatti allo studente di scegliere tra molte lingue di preferenza e faciliterà anche chi – ancora indeciso sul percorso di specializzazione da intraprendere – voglia acquisire competenze utili a lavorare in un contesto internazionale.

Ma dove conseguire questo titolo? Specialmente per gli studenti di lingue – notoriamente grandi viaggiatori desiderosi di laurearsi lavorando e facendo esperienza – è consigliabile prendere in considerazione l’iscrizione in una della tante Università Telematiche riconosciute dal MIUR. Gli atenei online infatti garantiscono ai propri corsisti totale autonomia nella fase di immatricolazione e studio: sarà possibile iscriversi in qualsiasi momento dell’anno e consultare le videolezioni da remoto, via smartphone, pc o tablet.

Libertà sì, ma mai a discapito della qualità della didattica! Gli allievi otterranno un titolo di laurea in tutto e per tutto equivalente a quello rilasciato dagli atenei di stampo classico, potranno ricevere tutto il sostegno necessario da parte di tutor e docenti e avranno a disposizione un ricco archivio contenente materiale didattico, esercizi e appunti.

Scopriamo quindi quali sono i corsi in Lingue e Letterature Straniere erogati dalle Università Telematiche:

Le varie tipologie di interpretazione

Ora che certamente hai compreso come diventare un interprete, devi sapere che esistono infinite specializzazioni e addirittura diversi tipi di tecniche di interpretazione.

L’interpretazione simultanea prevede che la traduzione avvenga pressoché in contemporanea al discorso pronunciato dal parlante. Questa attività coinvolge uno o più interpreti contemporaneamente e richiede grande concentrazione e silenzio. Per questo motivo il professionista deve poter vedere l’oratore e tradurre le sue parole nel giro di pochissimi secondi ascoltando il discorso mediante l’ausilio di cuffie, all’interno di una cabina insonorizzata.

Assai simile alla tecnica sopracitata è poi l’interpretazione sussurrata, altrimenti nota come chuchotage. In questo caso l’interprete non potrà disporre di supporti tecnici quali microfoni o cuffie, ma dovrà esporre la propria traduzione sussurrandola ai propri ascoltatori (solitamente gruppi di massimo tre persone).

Ed eccoci giunti all’interpretazione consecutiva, una particolare forma di traduzione portata a termine dall’interprete a discorso concluso. Il professionista infatti prenderà nota mediante l’utilizzo di parole chiave e specifici simboli mentre l’oratore parla, per poi ricostruire le varie porzioni di discorso ed esporle ai presenti.

Interprete: un solo mestiere, più sbocchi professionali

A chi non è mai capitato di seguire lunghe interviste di attori famosi, magari durante la cerimonia di assegnazione di un premio cinematografico? Non è raro poi imbattersi in complessi discorsi di personaggi politici e capi di Stato in diretta tv. Ebbene questi sono solo due dei moltissimi campi d’applicazione della professione dell’interprete! Che operi da libero professionista o in qualità di lavoratore dipendente, che si occupi di seguire conferenze, presenziare in azienda o viaggiare in tutto mondo, l’interprete avrà a propria disposizione moltissime opportunità lavorative e opzioni di specializzazione.

Ma attenzione: benché non esista un albo di riferimento degli interpreti, il percorso di studio e approfondimento di queste figure sarà lungo e molto impegnativo e richiederà ,in alcuni casi, il superamento di prove di accreditamento e/o concorsi.

Vediamo quindi alcuni dei settori in cui potrà decidere di specializzarsi un interprete professionista.

  • Interpretariato in ambito medico: specializzato nella terminologia legata al settore clinico e all’ambito ospedaliero, l’interprete in area medica deve di mettere in comunicazione medici e pazienti (o famigliari di questi ultimi) per spiegare diagnosi, comunicare aggiornamenti sullo stato di salute e garantire supporto nell’espletamento di procedure di vario tipo.
  • Interpretariato in ambito giuridico: se ti stai domandando come diventare interprete giudiziario, sappi che questo professionista si occupa di tradurre dalla lingua di partenza a quella di arrivo conversazioni, testimonianze, interrogatori, colloqui in contesti giuridico-giudiziari come ad esempio tribunali o questure. Il compito dell’interprete giudiziario è molto delicato: dovrà infatti porre molte attenzione nella trasposizione del contenuto dei vari messaggi, riportando scrupolosamente (senza mai dare un’interpretazione personale) ogni singola espressione linguistica e frase . Traduttori e interpreti giurati, inoltre, dovranno necessariamente superare l’esame di idoneità della Camera di Commercio di competenza ed essere iscritti all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio.
  • Interpretariato in ambito turistico e della ristorazione: l’attività dell’interprete nel turismo è inerente a eventi culturali e letterari, manifestazioni sportive e soprattutto…viaggi! Sempre più spesso infatti le aziende del turismo – rivolgendosi a un pubblico internazionale – sono a caccia di interpreti proattivi e competenti, disposti anche a lunghe trasferte per portare a termine il proprio compito.
  • Interpretariato di trattativa: il professionista – che in questo caso viene definito Liaison Interpreter – si occupa di portare a termine la traduzione dialogica o bilaterale in una trattativa d’affari. Il mediatore quindi lavorerà con due o più soggetti che non parlano lo stesso idioma.
  • Interpretariato presso Organizzazioni Internazionali e Unione Europea: importante fonte di lavoro per gli interpreti sono poi le ONG, le associazioni che operano in ambito internazionale e l’Unione Europea. Sono davvero moltissimi infatti i professionisti della traduzione simultanea che – di ruolo o in qualità di freelance – affrontano il test di accreditamento per diventare interpreti presso il Parlamento europeo, la Corte di giustizia dell’Unione Europea o la Commissione europea.

Ricapitolando: domande frequenti

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