Come diventare avvocato

Come Diventare Avvocato con i Corsi di Laurea Online

RedazioneNews

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Se ti stai chiedendo come diventare avvocato, in questo articolo troverai una guida completa che spiega tutti i passaggi per ricoprire questo ruolo

Sebbene studiare legge sia un percorso lungo e difficile, sono sempre tanti i giovani che vogliono sapere come diventare avvocato. Un numero così elevato da far arrivare l’Italia al terzo posto in Europa tra i Paesi con più avvocati. Si tratta di una tra le professioni più ambite e complesse, perciò analizziamo insieme tutto ciò che ti aspetta se intraprendi questa strada, dal percorso formativo all’abilitazione per esercitare.

Cosa studiare per diventare avvocato

Come ben saprai uno dei requisiti essenziali per accedere alla professione da avvocato è conseguire una Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Ciclo Unico. Per semplificare il processo di iscrizione e ottimizzare i tempi, puoi considerare la scelta di una facoltà a numero aperto nelle Università Telematiche riconosciute dal MIUR. In questo modo potrai iscriverti in qualunque periodo dell’anno, senza dover affrontare un test di ammissione ostativo.

Gli aspetti positivi dello studio online non finiscono qui: la piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24 ti permette di accedere al materiale didattico e alle videolezioni quando e dove vuoi, così da poter organizzare lo studio in base alle tue priorità; oltre ai docenti puoi usufruire del supporto costante di un tutor personale; riduci i costi legati al vitto e alloggio se sei un fuorisede o quelli legati ai trasporti nel caso di un pendolare; sviluppi un senso di autodisciplina scegliendo in autonomia quando e quanto studiare.

Di seguito trovi i corsi di Laurea Magistrale Online a Ciclo Unico in Giurisprudenza della classe LMG-01:

Come diventare avvocato: praticantato

Tutti gli interessati a come diventare avvocato devono essere consapevoli che la laurea è solo il principio. Il passo successivo è lo svolgimento di un periodo di praticantato di 18 mesi presso lo studio di un professionista (detto dominus) iscritto all’albo da almeno 5 anni. Durante questo periodo il tirocinante deve partecipare a 60 udienze (20 per ogni semestre), facendo annotare la propria presenza nel verbale e nel libretto della pratica.

Il praticante è anche tenuto a seguire un corso di formazione della durata minima di 160 ore, che prevede alla sua conclusione una verifica finale e due intermedie il cui superamento è indispensabile per iscriversi all’esame di Stato. Oltre alle udienze e al corso, l’aspirante avvocato deve partecipare ai corsi di aggiornamento seguiti da tutti gli avvocati ed essere presente nello studio per almeno 15 ore a settimana.

Ci sono anche delle opzioni che possono sostituire in parte la pratica forense:

  • 12 mesi di Scuola di Specializzazione
  • 12 mesi presso l’Avvocatura dello Stato, presso l’Avvocatura Distrettuale dei Comuni o altri enti pubblici o presso gli uffici giudiziari
  • 6 mesi di praticantato in uno studio legale in un altro Paese dell’Unione Europea
  • 6 mesi di tirocinio durante l’ultimo anno di corso di laurea, in caso ci sia una convenzione in tal senso tra la propria università e l’ordine forense

È possibile svolgere la pratica forense presso due avvocati contemporaneamente, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine competente, nel solo caso in cui uno dei due avvocati non possa garantire una pratica sufficientemente formativa. Non è prevista una retribuzione durante il tirocinio, ma dopo i primi 6 mesi può essere riconosciuta un’indennità o un compenso commisurato all’effettivo apporto professionale.

Durante lo svolgimento della pratica forense è adesso ammissibile lo svolgimento di lavoro subordinato pubblico o privato, ma il praticantato deve avvenire con assiduità, diligenza, riservatezza e nel rispetto delle norme di deontologia professionale. Dopo un anno di pratica il tirocinante può conseguire l’abilitazione al patrocinio che gli dà diritto di difendere il cliente nelle cause di competenza del giudice di pace e dinanzi al tribunale in composizione monocratica, limitatamente nelle cause civili. Al termine del tirocinio il praticante può fare richiesta del “certificato di compiuta pratica”.

Come diventare avvocato: esame di Stato

Come diventare avvocato è un processo che richiede pazienza e determinazione. Dopo il praticantato è necessario svolgere l’esame di abilitazione alla professione. In caso di bocciatura, non esistono limiti di tentativi per ripetere l’esame e neanche limiti di età per diventare avvocato o rimanere tirocinanti.

L’esame di Stato è composto da tre prove scritte e una orale. Per superare gli scritti bisogna ottenere un punteggio minimo di 30 punti in tutte e tre le prove, ovvero nei due pareri motivati in materia civile e penale e nella redazione di un atto giudiziario su un quesito a scelta tra i tre proposti in materia di diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale consiste in colloquio di circa un’ora davanti a una commissione di giuristi, professori universitari, avvocati o magistrati dove si discute dello scritto e si deve rispondere ad alcune domande su cinque materie di diritto a scelta tra:

  • costituzionale
  • civile
  • commerciale
  • del lavoro
  • penale
  • amministrativo
  • tributario
  • processuale civile
  • processuale penale
  • internazionale privato
  • ecclesiastico
  • comunitario

Una delle materie scelte deve essere necessariamente diritto processuale. Inoltre il candidato deve conoscere i diritti e i doveri dell’avvocato e l’ordinamento forense di cui fa parte.

È possibile iscriversi all’albo senza sostenere l’esame di abilitazione se:

  • sei stato professore universitario di ruolo in materie giuridiche per cinque anni
  • sei stato magistrato ordinario, militare, amministrativo o contabile
  • sei stato Avvocato dello Stato

In caso non riuscissi a superare l’esame, puoi comunque esercitare, come avvocato senza abilitazione, l’attività stragiudiziale che comprende, ad esempio, la redazione di contratti e di pareri, le consulenze, le messe in mora o gli arbitrati. In questo caso potresti lavorare come consulente legale, la cui attività è lecita purché non finalizzata alla successiva difesa in giudizio.

Come diventare avvocato: giuramento e iscrizione all’Albo

C’è un ulteriore passo per diventare avvocato, ma che ha un valore puramente celebrativo: fare giuramento presso il tribunale. Questa operazione si tiene durante un’apposita cerimonia che consente poi l’iscrizione al Consiglio dell’Ordine degli avvocati del circondario di appartenenza. A questo punto scatta anche l’obbligo di iscrizione alla Cassa di Previdenza degli Avvocati e iniziare a pagare i relativi contributi (a misura agevolata per i primi anni). L’ultimo step è l’apertura di una partita IVA.

In seguito, per rimanere ancora iscritti all’albo bisogna rispettare i seguenti requisiti volti a garantire l’esercizio continuativo della professione:

  • avere una partita IVA attiva;
  • avere dei locali e almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività professionale, anche in associazione di studio con altri colleghi;
  • trattare almeno cinque affari per ciascun anno, anche se l’incarico professionale è stato conferito da altro professionista; il termine “affari” include non solo gli incarichi di carattere giudiziale ma anche quelli stragiudiziali, come consulenze e pareri. Per aiutare i giovani avvocati gli incarichi possono essere inoltre assegnati anche da un altro avvocato e non necessariamente conferiti direttamente dal cliente;
  • essere titolari di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al Consiglio dell’Ordine;
  • partecipare ai corsi di aggiornamento professionale;
  • sottoscrivere una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione;
  • pagare i contributi annuali dovuti al Consiglio dell’Ordine;
  • corrispondere i contribuiti dovuti alla Cassa di Previdenza Forense.

Cosa fa un avvocato

Com’è la giornata tipo di un avvocato? Inizia di prima mattina con la lettura della propria agenda legale e continua la sera per finire parte del lavoro lasciato a metà. È una giornata piena in cui non esistono momenti liberi, pause e relax tra un impegno e l’altro. Tendenzialmente la mattina è dedicata alle udienze e alle incombenze da sbrigare in cancelleria, mentre il pomeriggio viene riservato allo studio delle cause, alla redazione degli atti, agli incontri con gli assistiti ed eventuali riunioni. Gli spostamenti al di fuori dello studio legale sono frequenti, così come le trasferte per incontrare un cliente o interrogare un testimone. Infine l’avvocato si occupa anche dell’amministrazione dello studio legale insieme ai propri soci o in autonomia, occupandosi della parte contabile, dell’organizzazione dell’archivio ed essendo un punto di riferimento per dipendenti e praticanti. Che ne pensi? È come te la immaginavi?

Le competenze di un avvocato

Oltre alle nozioni acquisite durante il percorso di studi, l’avvocato è un professionista che deve possedere una serie di competenze specifiche come:

  • conoscenza approfondita di leggi, norme e codici giuridici
  • eccellenti doti comunicative scritte e orali
  • abilità di persuasione
  • capacità di negoziazione
  • capacità di effettuare ricerche e reperire informazioni
  • doti analitiche e attenzione ai dettagli
  • precisione e puntualità
  • capacità di pianificazione e gestione del tempo
  • capacità di collaborazione

Quanto guadagna un avvocato

Dopo tutta la fatica e gli anni di studio per diventare avvocato, arriva anche il momento delle gratificazioni. Lo stipendio medio di questo professionista è intorno ai 37.500€ lordi all’anno (circa 1.930€ netti al mese). La retribuzione minima parte dai 26.000€ lordi annuali, mentre lo stipendio massimo può superare i 150.000€ lordi all’anno. Naturalmente, come in ogni mestiere, il guadagno di un avvocato varia in base agli anni di esperienza e al numero di clienti che segue.

I vantaggi di un avvocato specialista

È meglio sapere un po’ di tutto o essere specializzati in un determinato settore? Per quanto riguarda le professioni legali, specializzarsi è sicuramente un punto di forza. In un settore sempre più competitivo distinguersi dagli altri è diventato fondamentale.

Attualmente le aree di specializzazione legale sono 18: diritto di famiglia, diritto minorile, diritto delle successioni, diritto delle immigrazioni, diritto internazionale, diritto del lavoro, diritto tributario, diritto dell’informatica e così via. La specializzazione si può conseguire per un massimo di due ambiti specialistici. Si può ottenere mediante comprovata esperienza in quel determinato settore, con almeno 8 anni di iscrizione all’albo e 5 anni di esercizio della professione in quell’ambito specialistico o attraverso la frequentazione di corsi di specializzazione composti da 200 ore di didattica in due anni.

In questo modo ci sono vantaggi reciproci: il cliente può usufruire di una consulenza specifica per il proprio problema, mentre l’avvocato può segmentare il suo target divenendo più competitivo. L’avvocato specialista può distinguersi dagli altri colleghi e offrire una consulenza più efficace e rapida rispetto a quella di un avvocato generalista. Infine c’è anche la possibilità di collaborazione con altri colleghi con l’apertura di studi legali associati, dove operano avvocati specializzati in diversi ambiti.

Ricapitolando: domande frequenti