Come diventare educatore professionale

Come diventare educatore professionale: iter formativo e contesti di lavoro

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Ti piacerebbe lavorare a stretto contatto con le persone occupandoti dei bisogni dei più fragili? Allora forse vuoi sapere come diventare educatore professionale

Se il tuo sogno è operare in ambito socio-pedagogico, lavorando gomito a gomito con un team di professionisti quali psicologi e assistenti sociali, forse allora stai pensando di intraprendere la carriera di educatore professionale. Ma l’educatore chi è?

Questo professionista, una volta completato il percorso di studi e svolte le relative attività di tirocinio formativo professionalizzante, avrà il compito di sviluppare e mettere in pratica progetti educativi, formativi o riabilitativi studiati per supportare soggetti che attraversano momenti di disagio, ripristinando un corretto ed equilibrato sviluppo della quotidianità di questi ultimi e favorendone il reinserimento sociale.

Questi operatori potranno mettersi alla prova interfacciandosi con problematiche di varia natura e in molteplici contesti lavorativi, dalle carceri alle case di cura, passando attraverso gli ospedali, le strutture riabilitative e le residenze sanitarie assistenziali.

Ma come diventare educatore professionale e quali sono le principali mansioni che questi lavoratori andranno a svolgere?

Come diventare educatore professionale? Una panoramica sul ruolo

Come diventare educatore professionale infografica

L’educatore professionale ha il compito di organizzare e portare a termine progetti di tipo educativo e riabilitativo. Gli interventi di questa figura così ricercata e apprezzata sul mercato del lavoro hanno il principale scopo di reinserire in società soggetti che versano in condizione di difficoltà o disagio, supportandoli nella ricostruzione vera e propria della quotidianità. Gli obiettivi dell’educatore professionale, quindi, sono principalmente di natura educativo-relazionale o riabilitativa e vengono portati a termine nel contesto di servizi socio-educativi o sanitari.

Se ti stai domandando come diventare educatore professionale, sappi che nel nostro Paese questa professione è caratterizzata da due differenti declinazioni: avremo l’educatore professionale socio-sanitario e l’educatore professionale socio-pedagogico. Analogamente, mentre negli altri paesi dell’Unione Europea entrambi i professionisti vengono formati mediante il medesimo corso di laurea, in Italia esistono due distinti canali formativi per intraprendere questi mestieri così simili, ma al contempo contraddistinti da molte differenze. Vediamo, nello specifico, di cosa si occupano queste due figure.

  • Educatore Professionale Socio-Sanitario
    Questo profilo professionale è definito e regolamentato dal D.M. n. 520 del Ministero della Sanità dell’8 ottobre 1998 e afferisce al ramo delle professioni sanitarie e della riabilitazione. L’educatore professionale socio-sanitario opera sempre nell’ambito di una terapia studiata da una equipe pluridisciplinare ed è abilitato a lavorare, secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018, in contesti socio-assistenziali, socio-educativi e sanitari come ad esempio cooperative, comunità e strutture sanitarie di vario tipo.
  • Educatore Professionale Socio-Pedagogico
    Questa figura ha ottenuto un riconoscimento giuridico nel nostro Paese solo di recente, in particolare con la Legge di Bilancio 2018 (commi 594-601), ed è in grado di operare nell’ambito dei servizi socio-educativi occupandosi di formazione ed educazione in area pedagogica. Questa figura infatti studia e mette in pratica interventi educativi o di supervisione dedicati al singolo e ai gruppi, per ogni fase della vita, con l’obiettivo di favorire la crescita personale e sociale degli individui. Il professionista, che tra le tante attività potrà occuparsi anche di consulenza, didattica e ricerca, può trovare impiego presso servizi educativi e sociali delle organizzazioni pubbliche e del Terzo Settore.

L’iter formativo degli educatori professionali

Come abbiamo appena visto, gli educatori professionali possono operare in contesti differenti, ma il sostanziale distinguo tra le due figure sopra descritte consiste proprio nel percorso di studi.

Quindi, come diventare educatore professionale socio-sanitario o socio-pedagogico? Vediamolo insieme.

Il primo step per diventare educatore professionale, in ambito sanitario o sociale, è essere in possesso di un diploma di scuola secondaria. A questo punto l’educatore professionale socio-sanitario dovrà conseguire – dopo aver superato una prova d’ingresso ostativa – una laurea triennale in Educazione Professionale facente parte delle professioni sanitarie della riabilitazione (L/SNT2). L’educatore professionale socio-pedagogico invece dovrà ottenere un titolo triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19).

Per ottenere il titolo di educatore professionale socio-sanitario e poter esercitare la professione, diversamente da quanto accade per la figura dell’educatore socio-pedagogico – sarà poi necessario iscriversi al relativo albo professionale, istituito con il D.M. 13 marzo 2018. A queste figure, come chiunque eserciti una professione sanitaria, sarà richiesto inoltre di completare la formazione continua prendendo parte al programma di ECM (Educazione Continua in Medicina), seguendo corsi di aggiornamento nell’ambito delle competenze cliniche e pratiche e acquisendo i relativi crediti formativi.

Come avrai potuto capire, entrambi i percorsi universitari porteranno chiunque vorrà sceglierli alla qualifica di educatore professionale, ma in quale direzione sarà consigliabile proseguire gli studi?

Dopo la triennale, gli studenti desiderosi di operare nell’ambito sanitario potranno iscriversi a un corso di laurea magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie LM/SNT2 oppure optare per un Master per educatore professionale socio-sanitario. Coloro che invece vorranno esercitare la professione in ambito pedagogico, potranno scegliere un corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche.

Le competenze e le mansioni dell’educatore professionale

Ora che hai scoperto come si diventa educatore professionale, è giunto il momento di entrare nel vivo delle materia e capire, all’atto pratico, quali competenze dovrai acquisire nel corso del tuo iter formativo e soprattutto quali compiti potrai portare a termine non appena diventerai operativo.

Che si occupi di interventi in ambito educativo o riabilitativo-sanitario, l’educatore professionale dovrà:

  • Entrare a far parte di una equipe multidisciplinare e con essa collaborare attivamente.
  • Valutare le condizioni di disagio psico-sociale, indagare i bisogni dei pazienti studiando strategie d’aiuto per questi ultimi e stabilire con cura gli obiettivi di riabilitazione e/o rieducazione.
  • Ideare e attuare progetti di educazione e/o riabilitazione con lo scopo di sviluppare la personalità dei soggetti presi in cura, valutandone con attenzione le potenzialità, e favorire il recupero della vita quotidiana, delle relazioni interpersonali e dell’autonomia di questi ultimi.
  • Gestire il progetto (educativo o riabilitativo) tenendo sempre in considerazione le risorse a disposizione e il contesto in cui si opera.
  • Intervenire direttamente sul contesto sociale d’appartenenza dei soggetti bisognosi d’aiuto, ad esempio anche in famiglia, per facilitarne la riabilitazione e il reinserimento in società.
  • Organizzare la gestione delle strutture e delle risorse sanitarie e sociali indispensabili per la buona riuscita del progetto.
  • Prendere parte ad attività di studio, documentazione, ricerca e aggiornamento.
  • Organizzare e promuovere attività di prevenzione delle situazioni di rischio.

I contesti operativi dell’educatore professionale

Diventare educatore professionale in ambito sanitario o pedagogico richiede grande consapevolezza e una buona dose di impegno, non solo per il lungo iter di studi che bisognerà portare a termine. Questi professionisti, infatti, devono essere persone sensibili, capaci di intervenire in soccorso dei propri assistiti con delicatezza e fermezza allo stesso tempo, guidati da un rigido codice deontologico e utilizzando i giusti mezzi teorici e metodologici.

Ma l’educatore professionale dove lavora? A seconda che sia un educatore professionale socio-sanitario e socio-pedagogico, questa figura potrà operare in qualità di dipendente o libero professionista in diverse strutture legate all’area dei servizi socio-educativi o socio-sanitari pubblici o privati su tutto il territorio nazionale. Inoltre l’educatore professionale è abilitato allo svolgimento di servizi di assistenza domiciliare e quindi – ove richiesto – potrà doversi recare presso il domicilio dei propri pazienti per offrire loro i servizi educativi o riabilitativi di cui hanno bisogno.

In linea generale i luoghi in cui un educatore professionale può trovare impiego sono:

  • ospedali
  • cliniche
  • Asl
  • residenze assistenziali e sanitarie
  • strutture riabilitative o specialistiche
  • scuole e Università
  • istituti penitenziari
  • centri educativi
  • strutture residenziali o semi-residenziali quali ad esempio comunità, case famiglia, case di cura
  • case di riposo
  • centri di accoglienza
  • cooperative
  • Province, Regioni o Comuni

Studiare Scienze dell’Educazione e della Formazione presso un’Università Telematica

Come hai potuto capire, studiare Scienze dell’Educazione e della Formazione è una delle vie d’accesso alla mansione di educatore professionale. Se leggendo questo approfondimento hai capito che operare in ambito socio-pedagogico in qualità di educatore potrebbe essere il tuo sogno, allora sarai felice di sapere che potrai intraprendere questo iter formativo anche presso un’università telematica. Ma quali sono, a conti fatti, i vantaggi dei quali potrai godere scegliendo di studiare in modalità e-learning?

Cominciamo col dire che per iscriverti a questo corso di studi in un ateneo di stampo classico dovrai sostenere una prova d’ingresso preselettiva, presso le Università Telematiche riconosciute dal Miur, invece, questo passaggio non sarà necessario dal momento che tutti i percorsi accademici erogati sono esclusivamente a numero aperto.

Se deciderai di immatricolarti in un ateneo telematico, potrai farlo in qualsiasi momento dell’anno, otterrai un titolo di studio legalmente valido, identico a quello rilasciato dalle università in presenza, e potrai – grazie alla tele-didattica – studiare da remoto avvalendoti del supporto di apposite piattaforme virtuali d’apprendimento.

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Autonomia nella gestione dello studio, libertà e risparmio di tempo sono solo alcuni dei punti di forza di questo moderna metodologia didattica: dovrai recarti in università solo per sostenere gli esami e potrai dedicare tutto il tempo necessario al lavoro senza per questo rallentare i tempi di studio, e soprattutto potrai svolgere senza affanno le attività di tirocinio previste da questo corso di laurea.

Vediamo quindi quali corsi di laurea online triennale e magistrale potrai scegliere per diventare educatore professionale:

 

Ricapitolando: domande frequenti